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Angelo Arcidiacono

 

 

    [...]  Nato nella città etnea il 25 settembre 1955, il pupillo di Timmonieri aveva già conquistato nel 1969 il suo primo titolo italiano nel fioretto categoria Allievi, nel 1971 quello di sciabola nella stessa categoria e nel 1972 a Rimini quello di Terza nell'arma bitagliente a cui si era esclusivamente dedicato. A Como, nel marzo del 1974, vinse quello prestigiosissimo dei Giovani davanti al padovano Dalla Barba e viene snobbato dai commenti ufficiali. Nello stesso mese è a Varsavia con Pedrini e Dalla Barba per un incontro a squadre contro le nazionali giovanili di sciabola di Germania Occidentale, Ungheria, Polonia, Bulgaria e Unione Sovietica.

    Studente modello nella facoltà di Medicina e Chirurgia, Arcidiacono alla domanda "Oltre lo sport, che cosa comprende il tuo oggi e il tuo futuro?", in una intervista risponde:

          - Mah, oltre allo sport non c'è molto di più. Studio e allenamenti: la mia vita si limita a questo... Nel mio futuro c'è la professione di medico. Voglio studiare seriamente per diventare un buon medico. -

    Mantenne sempre fede a questi proponimenti. Nel novembre del 1972, si era classificato terzo, dietro a Marco Romano e il francese Levavaseur, nel Torneo internazionale di Sciabola Under 20 a Valenciennes e nella gara a squadre, in cui la nazionale giovanile italiana sbaragliò francesi e belgi, fu tra i migliori. Nel 1973 a Buenos Ayres e nel 1974 a Istanbul partecipò ai Campionati del Mondo Giovani con non molta fortuna e Carlo Filogamo non si fece scappare l'occasione per un giudizio poco benevolo sul suo conto, definendolo di scarse risorse nel fisico e nell'impostazione tecnico-tattica. Rispose per le rime Giovanni Arcidiacono, l'omonimo e battagliero Presidente del CUS Catania, accendendo una polemica, che per il momento si spense quasi subito. In seguito però doveva riaccendersi data la pervicace convinzione di Carlo Filogamo che fuori dalla tradizione di Bela Barlogh non potevano esistere scuole di sciabola in Italia. La realtà era però ben diversa. Passata la parentesi torinese del maestro magiaro, i più forti bitaglienti del nostro paese si erano formati e continuavano a formarsi a Padova, Livorno, Roma, Napoli e Catania.

     In previsione delle Olimpiadi di Montreal, Angelo Arcidiacono venne dichiarato nel 1974 P.O. Nei Campionati Italiani Assoluti dello stesso anno a Napoli si classificava quinto (ancora diciottenne e con una splendida carriera sportiva davanti a sé) e nel novembre è ancora quinto a Vienna nei Campionati Internazionali d'Austria. Nel gennaio 1975, migliore degli italiani, è terzo a Budapest in un torneo internazionale per gli Under 20. Matura così il suo capolavoro giovanile: il titolo mondiale Giovani di Sciabola individuale conquistato a Città del Messico nel 1975, che zittisce i giudizi poco favorevoli di cui era stato gratificato. Mai schermitore siciliano era riuscito a vincere un titolo mondiale individuale se si esclude quello universitario conquistato nell'arma bitagliente da Calarese a Torino nel 1959.

     La vittoria di Arcidiacono suscitò grande entusiasmo: a Catania il suo nome divenne popolare come quello di un calciatore. Gli ambienti giornalistici italiani presero interesse alle sue gesta e un'apposita commissione, riunitasi a Milano presso il Circolo della Stampa, gli assegnò all'unanimità il prestigioso Premio Cotronei quale migliore schermitore dell'anno, con la seguente motivazione:

                - A Città del Messico, marzo 1975, rinverdendo nobili e antiche tradizioni della scherma siciliana e ribadendo la valentia dei nostri schermitori, detentori del titolo olimpionico di sciabola, conquistava in questa arma classicissima il Titolo mondiale Giovani.-

      Nello stesso 1975, l'asso catanese vince il titolo universitario italiano di sciabola a Montecatini Terme, partecipa ai Campionati del Mondo di Budapest comportandosi bene ed è terzo a Torino nei Campionati Italiani Assoluti dalle spalle di Mario Aldo Montano e di Michele Maffei.

      [...] Angelo Arcidiacono continuava la sua irresistibile ascesa verso i valori assoluti della scherma mondiale ed è di nuovo a Vienna nel novembre 1975 per i Campionati Internazionali d'Austria. Riconfermato P.O. nel 1976, nel gennaio a Milano è quarto nella Coppa Bonfiglio dopo Maffei, M.A. Montano e M.T. Montano; nel febbraio, prima a Bucarest con la squadra italiana di sciabola vincitrice della Coppa Santelli contro Romania, Ungheria e Francia, e poi a Bonn con la formazione classificatasi seconda nel "Sette Nazioni" dietro l'Ungheria e davanti a Polonia e Romania. L'11 aprile è terzo a Salerno nel Campionato Italiano Assoluto dietro i grandissimi Michele Maffei e Mario Aldo Montano.

      Finalmente arrivano le Olimpiadi di Montreal (luglio 1976) e il sogno del vecchio Pasquale Timmonieri (il maestro aveva già 89 anni!) diventa realtà con Angelo Arcidicono prestigioso componente della formazione italiana, con la quale conquista la sua prima medaglia olimpica, l'argento nella sciabola a squadre, che suscita nuovo entusiasmo in Sicilia. La rivista SCHERMA nel n. 4 del 1976 gli dedica la copertina con la didascalia:

              - Campione mondiale Giovane l'anno scorso a Città del Messico, undicesimo nell'individuale e medaglia d'argento nella gara a squadre alle Olimpiadi di Montreal, Angelo Arcidiacono, il ventunenne atleta del CUS Catania allievo del maestro Timmonieri, è uno dei giovani di maggiore spicco nel vivaio della scherma italiana. Nel dedicargli questa copertina che si merita ampiamente vogliamo anche spronarlo a lottare in futuro con la stessa grinta messa finora. -

       [...] Lo sciabolatore catanese chiude il 1976 vincendo a Palermo, davanti a Tommaso Montano, il Trofeo nazionale Domenico Triolo, istituito nella capitale siciliana per ricordare il maestro scomparso.

      Arcidiacono inizia il 1977 in bellezza aggiudicandosi a Milano la XIV Coppa Bonfiglio davanti a Gianfranco Dalla Barba e a Marco Romano. Silvio Veratti, l'indimenticato e valoroso maestro, nel commento della gara, così esprimeva fra l'altro:

                       - La vittoria di Arcidiacono è stata sì facilitata dalla mancanza in gara di Mario Aldo Montano e Michele Maffei ma chi può assicurare che anche se in lizza i due vessilliferi della scherma italiana di sciabola il successo non sarebbe stato egualmente suo? La tecnica, l'intelligenza schermistica, la superlativa mobilità delle gambe, la giovane età (è appena ventiduenne) ne fanno uno degli schermitori all'apice dei valori nazionali. -

         A Buenos Ayres, nel luglio, Angelo è terzo ai Campionati Mondiali dietro l'ungherese Gerevich e il sovietico Nazlymov. Migliore degli italiani, nell'infuocata finale riesce a battere Maffei per 5-1, l'ungherese Gedovari per 5-3 e addirittura per cappotto il sovietico Bajenov. Abbonatosi alle medaglie di bronzo era stato anche terzo dietro Tommaso Montano e Michele Maffei ai Campionati Italiani Assoluti 1977 disputati a Pescara.

       A Sofia, alle Universiadi 1977, Arcidiacono, ancora migliore degli italiani, conquista l'argento nella sciabola individuale. Nei commenti è stato scritto che egli

                         - ... ha ancora una volta dimostrato di essere il migliore del momento e senz'altro l'atleta in grado di raggiungere i più alti livelli in questa difficile disciplina.  -

          Quasi come rivincita dei Campionati del Mondo di Buenos Ayres, venne organizzata a Catania, il 15 ottobre 1977, una grande sfida fra l'ungherese Pal Gerevich, campione mondiale in carica, e Angelo Arcidiacono, medaglia di bronzo e già all'apice dei bitaglienti italiani. La sfida venne concordata a tre assalti di dieci stoccate ciascuno, ma l'incontro, di elevati contenuti tecnici e spettacolari, venne risolto dal catanese in due frazioni avendo battuto il campione ungherese nella prima per 10 a 6 e nella seconda per 10 a 8. Il pubblico, competentissimo, va in delirio sugli spalti del Palazzetto di Piazza Spedini e Timmonieri grida alla stampa: "Scrivetelo, scrivetelo! Angelo è il numero 1 del mondo".

          [...] Nel 1977 vince a Torino la Coppa Nizza e nel 1978 ad Amburgo è componente della squadra italiana classificatasi terza ai Campionati del Mondo di Sciabola a Squadre. Poi, però, è assente nei Campionati del Mondo dell'anno seguente (1979) disputati a Melbourne, per sua personale rinuncia a causa di alcuni dissapori col C.T. Attilio Fini.

(da "La scherma siciliana" di Ariberto Celi)

           Rallenta l'attività anche per motivi di studio ma la sua classe resta immodificata: dopo la rottura del tendine d'Achille che gli impedirà di andare  a Mosca nel 1980, ritorna sulle pedane e conquista l'oro a squadre alle Universiadi del 1981 e l'argento a squadre ai Campionati del Mondo Assoluti del 1982. Nel 1984, chiuderà la sua carriera agonistica col trionfo olimpico di Los Angeles: medaglia d'oro a squadre per la formazione italiana della sciabola.

 

 

 

 

   

La squadra azzurra di sciabola ai Campionati del Mondo 1982:

Maffei, Arcidiacono, Dalla Barba, Meglio e Scalzo.

 
       
   

Il 26 febbraio 2007 Angelo ci ha lasciati.

La Federazione Italiana Scherma ha reso omaggio alla Sua memoria con il prestigioso conferimento della Lama d’Onore d’Oro.

Il PalaCus si chiamerà PalaArcidiacono

 
       

 

 

 

 

 

 

 

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